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sabato 22 aprile 2023

OVERSHOOT DAY: Il giorno in cui finiscono le risorse

Sapete cos'è l'Overshoot Day? È un dato che ci dice il giorno esatto in cui l'umanità ha utilizzato tutte le risorse che l'intero pianeta riesce a generare in un anno. In un anno ideale, l'Overshoot Day cadrebbe il 31 dicembre, il ché significherebbe che l'umanità ha usato un anno di produzione di risorse senza andare ad intaccare più di quello che gli è dovuto.

Questo dato viene raccolto da un organizzazione non-profit chiamata Global Footprint Network che ogni anno calcola l'impronta ecologica degli esseri umani sul pianeta e, indovinate un po': non siamo affatto dei bravi ragazzi.

È dal 1970 che l'Overshoot Day, ovvero il sovrasfruttamento della Terra, anticipa il suo arrivo e ogni anno è peggiore di quello che l'ha preceduto. 

Nel 1971 l'umanità aveva terminato le risorse il 21 Dicembre.
Nel 1981 si è rimasti a secco il 12 Novembre.
Nel 1991 è finito tutto l'11 Ottobre.
Nel 2001 è successo il 23 Settembre.
Nel 2011 si è arrivati al 5 Agosto.
Nel 2020 la pandemia di Covid-19 ha rallentato sensibilmente la situazione visto che la data ha subito un piccolo recesso al 22 Agosto. Poco se pensiamo che nel 2019 si era arrivati al 29 Luglio, ma non disperate: Nel 2022 abbiamo battuto di nuovo il record e la data dell'Overshoot Day è caduta il 28 Luglio.

Ce l'abbiamo fatta, per un pelo ma ce l'abbiamo fatta!! Abbiamo battuto il record del 2019 di un giorno!

Tutti i dati appena citati mostrano la situazione del consumo delle risorse a livello mondiale; e l'Italia? quand'è il suo Overshoot Day? Nel 2023 é stato calcolato che sarà il 15 Maggio. Vuol dire che finiremo le risorse in poco più di 5 mesi. E siamo in ottima compagnia: La Francia le finirà il 5 Maggio, la Germania il 4 Maggio mentre il Canada, gli USA e l'Arabia Saudita le hanno già finite il 13 Marzo scorso.

Ma volete sapere a chi va la medaglia d'oro dello spreco? And the Winner is: 
il Qatar, che ha finito tutte le risorse il 10 Febbraio 2023
Praticamente è come se ogni anno il Qatar consumasse sei pianeta Terra
Incredibile e spaventoso allo steso tempo.

Oggi è la Giornata della Terra. Me lo ha detto Google. Se andate nella home del motore di ricerca e cliccate sul logo, vi si aprirà una pagina con le principali notizie inerenti al cambiamento climaticovi faccio uno spoiler, vi prego non prendetevela: non ce n'è nemmeno una positiva! 

Rassegnamoci. Il nostro destino è segnato. 
Siamo troppo avidi e stupidi per riuscire ad invertire la rotta in tempo per salvarci.


mercoledì 30 marzo 2022

UN MESE DI GUERRA

Secondo la sua idea, doveva essere una guerra lampo: invadere l'Ucraina, uno stato libero e sovrano e "denazificarla" per poi instaurare un governo fantoccio che facesse tutto ciò che Lui, il nuovo Zar, decidesse di fare.
Ma si sa, a volte le idee e i progetti che nella nostra testa sembrano perfetti, poi si devono scontrare con la dura realtà dei fatti, e il castello minuziosamente edificato nella nostra testa, non regge l'urto e crolla sotto il nostro sguardo impotente.

Così è stato per Putin: nulla in questo conflitto è andato come previsto; ha collezionato umiliazioni e figure di merda come nemmeno l'italia di Mancini in queste qualificazioni mondiali è riuscita a fare. Nessuno si aspettava una resistenza tanto arcigna da parte degli ucraini e una tale disorganizzazione militare da parte russa. Eppure, alla lunga, Davide potrebbe anche battere Golia.

La Russia ad oggi, deve fare i conti con ingenti perdite militari (sia in termini di vite che di armamenti), un’economia in ginocchio a causa delle sanzioni internazionali, e il morale sotto i tacchi per le numerose battaglie perse sul campo.

L'Ucraina conta diversi milioni di persone che hanno dovuto abbandonare la propria casa, migliaia di vittime tra civili e militari, e la distruzione del proprio territorio tra obiettivi militari e civili.

Numerosi e infruttuosi sono stati i colloqui tra i diplomatici russi e quelli ucraini per fermare il conflitto. Le speranze di un facile accordo non sono mai apparse troppo realistiche e ad oggi non si hanno nuovi elementi per giustificare un cessate il fuoco.

Insomma, ad un mese dall'inizio del conflitto è ancora tutto in divenire:

La Russia arranca ma non molla.

L'Ucraina combatte e resiste come può.

Il mondo guarda, analizza e si prepara a qualcosa che nessuno vuole ma che non è mai stata così vicina come in questo momento. Una nuova guerra mondiale.

sabato 21 marzo 2020

Pandemia!

Avreste mai pensato, in questo periodo storico totalmente votato alla tecnologia e alla crescita economica, di ritrovarvi nel bel mezzo di una pandemia dalle sembianze quasi medioevali? No, eh? Eppure ci siete dentro, esattamente come chiunque altro nel mondo; il termine pandemia sta a significare che nessuno è escluso dalle conseguenze di questo Coronavirus e che nessuno è immune dal rischio di potersi ammalare. Per cercare di ridurre al minimo il contagio ci è stata chiesto un unico sacrificio: stare a casa. E badate bene, non una casa qualsiasi, non una capanna senza acqua potabile, ma una casa riscaldata, fornita di televisione, internet, acqua calda e tutti quei benefici che la modernità ci mette a disposizione. Eppure non ce la si fa lo stesso; è dura rimanere in casa se non si ha nulla da fare, se si rimane soli con i propri pensieri, le proprie paure, le proprie insicurezze. Sì, è dura convivere quello spazio ristretto con i propri fantasmi. Che poi in fondo, se ci pensate bene, non siamo nemmeno così soli, no? Abbiamo i social network che ci tengono vicini, abbiamo le dirette Instagram che ci fanno comunicare con gli altri, abbiamo le videochiamate per sentirsi e per vedersi... Eppure, non è la stessa cosa, vero? Non è come guardarsi negli occhi, sfiorarsi le mani, ricevere un'amichevole pacca sulla spalla o mandare a cagare un amico con una spinta bonaria. Quella sensazione di intimità, quel contatto reale, manca, e la differenza si percepisce. Poi, sia chiaro, è sempre meglio che il totale isolamento eh! Ci mancherebbe.

Io sono uno di quelli che continua a lavorare. La mia azienda non si ferma, va avanti nel nome del dio denaro. Noi operai continuiamo a tenere in marcia gli impianti mentre la dirigenza se ne 'sta a casa in tutta sicurezza con i loro laptop collegati per monitorare la situazione. Noi siamo un semplice numero e un numero può anche essere sacrificabile. L'importante è produrre. Vedremo come evolve la situazione, ma se il Virus entra in azienda, credo che l'unica soluzione sensata sia quella di fermare tutto e aspettare che l'onda di infezione passi, sperando che faccia meno danni possibili. 

Per tutti quelli che sono a casa, questa è un occasione unica. Vi invidio moltissimo perché voi in questo periodo potrete reinventare voi stessi, fare tutto quello che normalmente non aveste mai avuto il tempo di fare. Io ho una TO DO LIST pressoché infinita, che dovrà attendere ancora.

Ad oggi si contano solo in Italia più di 37000 persone positive al Covid-19, con più di 4000 decessi. 
Peggiorerà. Lo dico senza pessimismo. È un fatto. Dicono che il picco dell'epidemia è lontano, gli ammalati aumenteranno e così anche i morti. Speriamo nel meglio, ovvio, ma prepariamoci mentalmente a vivere questa situazione ancora a lungo. 

Credo che alla fine ne usciremo rinforzati soprattutto come popolo; forse e solo una mia sensazione, ma quest'Italia che canta dai balconi, così unita nella sua difficoltà, così coscienziosa nella rettitudine dell'isolamento forzato, così solidale con chi è più debole, così efficiente nelle proprie istituzioni, sembra quasi aver ritrovato quello spirito di fratellanza, quella forza e quel coraggio che non sapeva di avere. In Europa sembriamo gli unici ad averci capito qualcosa: La Francia e la Germania, hanno tentennato a prendere misure di contenimento fino a pochi giorni fa, l'America ha appena iniziato e l'Inghilterra poi, ah, quella non ci ha ancora capito un cazzo di niente. Non lo so, ma sembra quasi che da coglioni, siamo improvvisamente diventati quelli più centrati, quelli da prendere come esempio. Forse ci siamo sottovalutati, forse non siamo poi così male, noi Italiani.

Combatteremo per uscirne, è un periodo complicato ma nonostante tutto, noi ce la faremo.



domenica 2 giugno 2019

IL CANTO DEGLI ITALIANI di GOFFREDO MAMELI





Poesia di:        Goffredo Mameli
Musica di:       Michele Novaro
Anno:               1847


Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.