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venerdì 5 maggio 2023

La Farsa

Il ricordo non va oltre me stesso, 
sempre solo, senza famiglia, senza amici
Attendo qui l'arrivo di un dio qualunque che dalla mia espressione possa giudicarmi: 
sarò maledetto o salvato?
E mentre la città si accende nella notte, 
l'angoscia mette le sue radici nella mia anima.
Quale bestia devo adorare?
Quale dio devo rinnegare?
Incrocio orge di persone per strada senza essere mai realmente visto.
Sono totalmente abbandonato.
Nessuno può comprendere. Nessuno vuole comprendere.
Forse posso salvarmi. Forse.
Oppure riceverò il colpo di grazia e finalmente sarò libero.
Prigioniero della mia stessa mente, figlio del disprezzo altrui, condannato a vivere nella menzogna.
La vita è una farsa che viene tenuta in piedi per convenienza.
Nessuno vuole davvero cambiare le cose. 
Mi arrendo.
Continuate la vostra farsa senza di me.

immagine di Steve Cutts

venerdì 18 febbraio 2022

Luca Ravenna

Stasera, vicino a casa mia si esibisce col suo nuovo spettacolo "Rodrigo Live", Luca Ravenna. E indovinate un po' chi ha preso un biglietto?

La tristezza vera è che ci andrò da solo, ma questa sembra ormai una parte costante della mia vita. Ricordo un diario di scuola in cui c'era una di quelle pagine dove, oltre ai classici dati anagrafici, si potevano scrivere anche i proprio sogni, le aspirazioni eccetera  eccetera; beh, io alla voce "Paure", ricordo distintamente di aver scritto: 

"La solitudine: non avere amici. Ma questo non succederà mai."

Beh, caro me del 1999, eccoci qui nel 2022 e pensa un po': la tua paura si è avverata.

Gli amici li conti sulle dita di una mano e li vedi davvero molto poco, molto meno di quanto vorresti.

Esci raramente con i colleghi.

A casa ogni sera ti ritrovi da solo sul divano... anzi no dai... è ingiusto nei confronti del tuo povero gatto, rifacciamo: A casa ogni sera ti ritrovi sul divano, con solo il tuo gatto a fianco;

Non parli mai veramente con qualcuno se non per scambiare qualche battuta, ma mai una vera e propria conversazione profonda.

Beh, se non è vera solitudine questa, caro me del 1999, non so come la si possa chiamare.

Però: 

È vero che potrei chiamarli più spesso; ma è anche vero che spesso preferisco la solitudine; 

È vero però che loro mi cercano molto poco; ma è anche vero che quando lo fanno, spesso dico di no;

In fondo riesco a capire perché sono finito fuori dal gruppo. Un po' perché me la sono cercata e un po' perché diventando adulti si allentano certi legami che sembravano impossibili da perdere. Non sono assolutamente persi, in questo voglio essere chiaro, ma allo stesso tempo non sono più quelli di prima. Sono cambiati insieme a noi, e non per forza in meglio.

Comunque niente dai; volevo scrivere della mia gioia per lo spettacolo e sono finito in un buco nero di autocoscienza. 

Stasera vado a vedere Luca RavennaDa solo. Già.


EDIT: È stato meraviglioso! Luca Ravenna è un Fenomeno. Soprattutto quando si tratta di improvvisare!

domenica 6 settembre 2020

Nuvole Nere

Periodicamente vado in crisi. Mi viene voglia di mollare tutto e tutti e ricominciare una nuova vita in un nuovo posto. Un nuovo posto con gente nuova? No! Solo. Vorrei solo star solo.

Tutto questo non è possibile. E chi lo dice? Lo dice la mia coscienza, lo dice la mia morale e lo dice il mio senso del rispetto per le persone che fanno parte della mia vita.

Se io me ne andassi, lascerei solchi profondi nelle anime delle mie figlie che vivrebbero (anche solo inconsciamente) l'abbandono del padre come un loro fallimento e una loro colpa, quando non è assolutamente così.

La colpa è solo mia. Il problema vero sono io, la mia inadeguatezza in ogni circostanza della vita, i miei continui fallimenti come lavoratore, amico, uomo e scrittore. Il problema sono le mie speranze, i miei sogni e i miei desideri, che non si realizzeranno mai perché non ho né la forza, né la competenza e nemmeno le capacità di poterli realizzare.

Sono un fallito.

Ultimamente ogni post che pubblico è una raccolta di piagnistei, depressione e autocommiserazione; lo faccio per sfogarmi. Non ho nessuno con cui farlo perciò lo faccio qui. Scusatemi voi che capitate su queste pagine incasinate senza capo né coda. Scusatemi se con le lamentele sulla mia infelice condizione vi rattristo la giornata, e scusate se non riesco a uscirne. Vi capirò se ve ne andrete anche voi. 

Vi capirò se vorrete lasciarmi qui, a testa bassa mentre guardo le mie mani incapaci e cerco di capire, ancora una volta, qual è stato il momento decisivo in cui la mia vita ha imboccato la strada sbagliata che mi ha portato qui, a chiedermi dove cazzo è che ho sbagliato io?

Ho molte risposte ma, come spesso mi succede, sono tutte sbagliate.

E adesso? Cosa faccio adesso?

Cosa CAZZO posso fare io?

COSA?!

giovedì 7 maggio 2020

Solo

La solitudine è uno stato d'animo che provo raramente. Amo star solo. Ma la solitudine che provo in questo periodo non è quella di chi vive isolato dal mondo, ma al contrario, è quella di chi si ritrova circondato da persone talmente diverse da lui da sembrare estranee e quindi lontane anni luce per arrivare a capire l'essenza della persona. Mi sento solo in questo senso. "... solo veramente, in mezzo a tanta gente."

Nessuno mi conosce sul serio. È colpa mia? Non mi sono fatto conoscere io? 
Possibile che non ci sia nessuno al mondo che abbia capito come sono dentro? Non esiste nessuno al mondo che abbia, più o meno, le mie idee, i miei gusti e le mie opinioni? Com'è possibile che quando parlo o dico qualcosa, il 90% delle volte, la gente non capisce il mio punto di vista? È così per tutti o succede solo per me?

Le persone sembrano bastare a loro stesse fintanto che riescono a cavarsela da sole; io subentro nelle loro vite in un momento preciso: quando hanno un problema e pensano che solo io possa risolverlo gratis.

Mi è capitato spesso. Persone con le quali credevo di avere un rapporto di amicizia che, ogni volta, chiamavano non per un mero interesse nei miei confronti, ma al contrario solo per un loro bisogno particolare o tornaconto personale. 
Può succedere che un amico in difficoltà chiami per un aiuto, figuriamoci, ma poi ti cerca anche per sentire semplicemente come stai o anche solo per fare due chiacchiere. Le chiamate di quest'ultimo tipo non mi arrivano quasi più. Fa davvero male a pensarci.

Quando mi sono reso conto di queste telefonate "da pronto intervento", senza nessun riguardo nei miei confronti, ho sofferto. Sembra una cosa egocentrica, ma vi assicuro che non lo è. Per natura tendo a lamentarmi pochissimo e anzi a cedere il posto o la strada agli altri, anche se sconosciuti. Io son quello che al supermercato vi fa passare davanti quando arrivate alla cassa con tre cose nel carrello e non vi chiederebbe mai di passare davanti a parti invertite. Ma non divaghiamo. 
Il culmine di questa consapevolezza (quella di non ricoprire un ruolo importante nella vita delle persone che reputo più vicine) si è toccato quando un "amico", ha organizzato una gita fuori porta con amici comuni, senza nemmeno pensare di avvisarmi. Non mi hanno considerato. Una settimana dopo al mio "amicone", quello che aveva organizzato la gita, gli si è bloccato il pc e indovinate un po' chi ha chiamato per sistemarlo? Bravissimi! Ottimo intuito.

È a quel punto ho realizzato di essere la pezza da culo di molte persone. Ho capito di non essere altro che un mero strumento. La cosa mi ha davvero abbattuto, allora ho iniziato a dire qualche no. Non molti in realtà, perché non sono uno che si tira indietro e se può aiutare lo fa volentieri e senza un proprio tornaconto. 
Lo volete sapere il risultato di quei "no"? Le persone che mi chiamavano solo per un loro interesse non mi hanno più chiamato, dimostrando di fatto che la mia percezione di essere sfruttato era sensata e reale. Questo mi ha fatto sentire ancora più solo di quanto già non mi sentissi.

Facciamo un altro esempio poi la smetto, giuro.

Gli amici veri, quelli che io definisco fratelli, li conto sulle dita di una mano, ma non tutte le dita, solo tre. Non è un brutto numero. Di queste tre persone sapete in quanti mi hanno telefonato per chiedermi come procedeva la vita in quarantena? Una sola. Agli altri ho telefonato io. Poi mi sono fatto risentire con quello che mi ha chiamato per primo e poi lui ha chiamato ancora me. E gli altri? Sapete quante volte mi hanno richiamato? Zero.

Quindi? Cosa deduciamo? Quale insegnamento traiamo da questa disamina dei fatti?
Essendo pessimisti diremmo che su tre amici fraterni solo uno si è ricordato di me. Provando a vedere il bicchiere mezzo pieno, potremmo azzardare di dire che almeno uno si è interessato. 
Meglio che niente no? No... questa piccola delusione è solo l'ultima di una serie di delusioni che ormai si inanellano una dopo l'altra e che non fanno altro che assottigliare e comprimere la mia già ridottissima autostima.

Mi sento solo, non perché non ci sia nessuno intorno a me, ma perché quelli che mi circondano, in realtà, non sanno chi sono veramente e forse nemmeno lo vogliono sapere. Non gli interesso.

Come scrive la bravissima Andrea Marcolongo nel suo libro sugli etimi "Alla Fonte delle Parole" quando tratta della parola dolore:

"Siamo esseri umani che provano dolore (...) abbiamo bisogno di cura, di rispetto, di amore. E di dirlo quando soffriamo, a qualcuno che ci ascolti senza giudizio, senza armi nelle mani, solo carezze."

Abbiamo bisogno di qualcuno che ci sorregga quando stiamo per cedere. Ma cosa succede se nel momento in cui siamo più fragili, non vediamo nessuna faccia amica ma solo persone che ci danno le spalle?


giovedì 2 aprile 2020

La Quarantena Passerà

Giorno di Quarantena numero 35

Oggi è il Primo Aprile dell'anno 2020. La situazione  in cui ci troviamo sembra un brutto scherzo, invece è tutto maledettamente reale. Siamo soli con noi stessi, rinchiusi nelle nostre case e sempre più bisognosi di un contatto umano. Ormai ci si vede e si parla solo tramite internet. Si tenta di stabilire un contatto, una connessione umana anche se siamo lontani, ma non così lontani: basterebbero dieci minuti d'auto per vedersi, ma non si può. C'è la Quarantena. Se vogliamo uscire da questo brutto momento, dobbiamo rispettare tutte le regole. Regole che impongono la più grande auto-carcerazione nella storia del nostro paese. 

Ma ehi, vuoi vivere? Sì?? Allora fa' come ti diciamo noi, altrimenti... 

Altrimenti?? 

Altrimenti vedi! 

Altrimenti vedo, cosa? Eh? Cosa mi fate? Mi sparate? 

Sì, ti spariamo! 

E allora sparate perché io mi sono rotto i coglioni di queste vostre regole!

Ne sei proprio sicuro?

Ma... No... Forse, forse è meglio se me ne 'sto a casa. Sì, devo restare in casa perché potrei essere io la bomba infetta che infetta tutti quelli che ancora non sono infetti. Sì, devo proprio rimanere a casa...

Bravo! Vedo che hai capito.

Scusate! Scusatemi tanto! Non volevo ribellarmi, non volevo disubbidire. È che sono così stanco. Vivo solo e, sapete, non ho molti amici con cui fare l'aperitivo in video conferenza su What'sApp. Mi sento molto, molto solo

Ci dispiace ma non è un valido motivo per violare la quarantena, resisti e presto tutto tornerà alla normalità.

Lo spero! 

Lo speriamo anche noi ragazzo. Ora fa il bravo, torna in casa.

Arrivederci!



In casa. Ancora in casa. Chiuso in una stanza. Solo. 
Potrei guardare un FilmOppure potrei leggere un Libro o un Fumetto, o una RivistaO magari potrei andare su PornHub Premium, per noi in quarantena è gratisOppure potrei giocare con la Play'Ne ho di cose da fare, ne ho di scelte, ne ho di opportunità.

Passerà! Dai che Passerà anche questa. Passerà... Passera... Passera

Deciso: Vado su PornHub.

Resistiamo che passera anche questa.














* passerà