domenica 30 ottobre 2016

L'Eterno Dolore

"...Anche la luce sembra morire, 

nell'ombra incerta di un divenire 

dove anche l'alba diventa sera 

e i volti sembrano teschi di cera..."

                                                                                                                                             Fabrizio De André



La sveglia sta suonando da dieci minuti buoni. È sul comodino e se solo volessi potrei spegnerla allungando un braccio. Invece no. Me ne sto lì, disteso sul letto con la faccia schiacciata contro il cuscino. Lo sguardo è fisso su quei numeri rossi che mi urlano di darmi una mossa. Non ne ho la forza. 
Mi sento vuoto, apatico, inutile.
In qualche modo mi scuoto, trovo la forza di far tacere quella cancrena urlante e mi giro dall'altra parte. Chiudo gli occhi. So di non essere solo nella stanza. Sento la sua ingombrante presenza vicino. 
Lei è qui, mi fissa, mi tormenta e si diverte a farmi a pezzi. 
La troia è tornata.

Io la chiamo così la depressione. Troia. Ormai sono anni che viene a farmi visita. Quando arriva e comincia a demolire gli instabili muri che ho faticosamente eretto per tentare di tenerla fuori, so perfettamente cosa devo fare per combatterla. Ho scoperto, negli anni di addestramento a questa guerra, che la mia terapia principale è l'ordine. Certo, prima di arrivare a metterla in pratica devo fare sforzi sovrumani, anche solo per alzarmi in piedi, reagire e tirare fuori quel minimo di energia utile alla causa; ma poi eccomi lì, a svuotare mobili, cassetti, scrivanie e credenze per poi riordinare e riorganizzare il tutto. Quasi come se mettere in ordine un cassetto, mi aiutasse a mettere in fila le idee, a riordinare me stesso.
Di solito, dopo aver sistemato tutto, ho ammucchiato in un angolo un bel po' di spazzatura che butto dentro un grande sacco nero; me lo carico sulle spalle e lo lancio con violenza dentro ad un cassonetto.
Nonostante tutti questi sforzi, che credetemi sono enormi, la depressione è ancora lì, a punzecchiarmi col suo bastone appuntito che lascia graffi e cicatrici evidenti.
Questo piccolo rito mi risolleva lo spirito quel tanto da farmi stare  un po' meglio, da farmi sentire più leggero. Piano piano, recupero le forze che poi mi aiuteranno a combattere la troia e a mandarla a fare in culo a suon di calci in bocca.

Il mondo non sa cosa ti sta succedendo perché la battaglia si svolge interamente dentro di te. La gente non saprà mai quello che stai passando perché fuori mostri una maschera sempre sorridente, disponibile e allegra, mentre dentro in realtà stai cadendo a pezzi.
Hai passato anni a interpretare delle parti che non rispecchiavano il tuo stato d'animo, quindi alla necessità sai perfettamente indossare la maschera che più si addice alla situazione.
Chi soffre di depressione, diventa molto abile a nasconderlo agli altri, non per falsità o per malafede, ma semplicemente perché spesso è molto più facile fingere che vada tutto bene.
Le persone che vi stanno accanto non capiranno, spesso tenderanno a minimizzare, vi faranno male dicendo che siete troppo deboli o troppo fragili, che la situazione non è cosi brutta, che dovete uscire, divertirvi, che avete tutta la vita davanti e che dovete essere positivi e sorridenti. Stanno provando ad aiutarti, ma fanno più danni che altro perché chi sta combattendo con la troia non ha bisogno di consigli su come dovrebbe vivere la sua vita, ha semplicemente bisogno di essere ascoltato
Solo quello.
Sembra una cosa semplice ma credetemi, non lo è. Non è facile trovare una persona che ti ascolti veramente. Siamo tutti troppo presi da noi stessi e a nessuno interessa veramente cosa tormenta gli altri.
Per questo motivo ho aperto questo blog. Per sfogarmi quando le cose cominciano ad andare male, per parlare, anche se fosse solo con una pagina bianca. Nessuno mi giudica qui. Nessuno legge le mie farneticazioni, nessuno sa che esiste questo mio spazio. 
Allora perché continuo a scriverci?
Perché che lo faccia qui, su un quaderno o su dei fogli sparsi, lo farei comunque. Scrivere mi aiuta a combattere quei demoni e quelle ombre che tento costantemente di cacciare il più lontano possibile.
Le persone che provano ad aiutarti credono di sapere cosa stai passando; anche loro una volta sono stati malissimo per una relazione andata a male o per la morte improvvisa di qualcuno che amavano o per la perdita del lavoro e il conseguente crollo finanziario. Quelli però sono stati d'animo temporanei. La depressione è un altra cosa, è il nulla, l'annullamento della tua personalità. 
Un vuoto infinito dove non c'è nessun appiglio a cui aggrapparsi e con fatica, provare a rimettersi in piedi.
Non è tristezza, rabbia o malinconia, la depressione è soprattutto assenza.
La depressione non arriva perché sei un debole, non è una questione di fragilità, anzi, è una dimostrazione di grande forza.

Poi un giorno, all'improvviso, tutto cambia. Dal nulla, un raggio di sole entra nel tuo buio illuminandolo di nuove energie, ed è come se ti risvegliassi da un lungo torpore. Adesso vuoi tornare alla vita. La tua mente torna attiva, ricominci a fare progetti, a scrivere con più intensità, più passione, e ti sembra che tutto quello che hai appena passato non debba tornare mai più.
Purtroppo è molto raro liberarsi definitivamente della depressione. Lei tornerà. Probabilmente non sarà oggi, forse nemmeno domani o tra un mese, magari passerà un anno, ma prima o poi quella troia tornerà. In realtà non se ne sarà mai andata, ti avrà osservato da lontano per tutto il tempo, pronta ad approfittare del tuo primo cedimento. In un attimo ti sarà addosso, comincerà a bussare in maniera incontrollata alle tue porte, a battere sui vetri delle tue finestre, a picconare i muri della tua casa. Proverai a difenderti, lotterai strenuamente per non farti sopraffare; qualche volta riuscirai a tenerla fuori, altre soccomberai e appena una breccia verrà aperta nella tua fortezza, lei invaderà il tuo essere e diventerà parte di ciò che sei.
Buona parte di ciò che sono lo devo a lei, che ha forgiato il mio carattere e la mia personalità. 
La mia ironia, il fatto di non prendermi mai sul serio, l'essere così severo con me stesso e pretendere sempre qualcosa in più, deriva dalle molte lotte intestine avvenute nei luoghi oscuri della mia mente. 
Luoghi dove a volte, purtroppo, torno ancora.

La depressione non si batte mai, ma forse se si lotta in gruppo, la si affronta con meno fatica.
Se state male, parlatene; anche se gli altri faticheranno a capirvi. Sfogatevi. So che è difficile ma fatelo. Non abbiate paura delle reazioni degli altri. Non combattete da soli.
Per uscirne bisogna trovare quell'energia che non sapevi di avere e utilizzarla per superare l'enorme ostacolo che ti sbarra la strada.
Non abbassate mai la guardia, mai crederla sconfitta, quella troia è sempre pronta a saltarti addosso e a graffiarti l'anima.
Usate tutte le armi di cui disponete per demolirla: 
scrivete, leggete, suonate, dipingete, fate l'amore, accarezzate un cane, coccolate un gatto, abbracciate qualcuno e fatela a pezzi, mitragliatela a colpi di vita.
Vedrete che piano piano vi sentirete sempre più forti, restando comunque consapevoli che con la troia non ci saranno vittorie, ma solo altre battaglie.

"...Oltre il muro dei vetri 

si risveglia la vita 

che ti prende per mano 

a battaglia finita..."

                                                                                                                                             Fabrizio De André

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