sabato 30 dicembre 2023

Fine

Questo è il post numero 30 dell'anno 2023. Il post numero 200 di questo blog. L'ultimo.  

Ho iniziato a scrivere in questo spazio per due ragioni principali. La prima era che volevo allenare la scrittura, farne un abitudine, migliorarne lo stile e la fluidità; la seconda era che volevo mettermi alla prova, vedere se valevo qualcosa come scrittore e se fossi riuscito ad avere un piccolo seguito. Non ho mai promosso i miei scritti con le pubblicità, non li ho mai spammati in altre pagine, mi limitavo a pubblicarli su Twitter, Tumblr e Google+ (quando c'era) ma col poco seguito che avevo, il blog non ha mai fatto grandi numeri. Ho sempre pensato che, se fossero stati scritti meritevoli, avrebbero fatto tutto da soli, senza spinte. Non è successo. Pensate che il massimo di visite ricevute in un mese è stato nel Gennaio del 2020, con ben 431 accessi totali. Capirete allora che non scrivevo qui per la gloria, lo facevo più che altro per passione e voglia di imparare. 

Ora voglio provare a scrivere qualcosa di concreto. Un romanzo. Se uscirà qualcosa di decente proverò a pubblicarlo, altrimenti lo lascerò marcire nel cassetto dei miei fallimenti, un cassetto grande e senza fondo, temo. Pensandoci bene il fallimento più grande sarebbe non riuscire a scriverlo tutto, piuttosto che non riuscire a pubblicarlo. Arrivare alla fine del processo di scrittura non è affatto un'impresa scontata. Ci vuole molto tempo e dedizione e io non so se ho la forza per farcela, ma quello che prometto a me stesso su queste sacre pagine, è che ci proverò fino in fondo. Ok, ora è scritto e si sa: scripta manent. Non ho più scuse.

Magari se riuscissi a pubblicare, potrei tornare a scrivere un post su questo blog aggiornandovi del lieto evento, così, tanto per chiudere il cerchio. Sarebbe poetico, un bel finale che nasconderebbe in realtà un nuovo inizio. 

Spero di tornare amici, spero davvero di tornare a raccontarvi altre cazzate o a sfogarmi come ho fatto nella maggior parte delle volte che venivo qui, col cuore abbattuto, con la mente stanca, pieno di quelle delusioni che la vita inevitabilmente ti riserva. Ho scritto pagine depresse, malinconiche, arrabbiate, alcune volte ho scritto poesie, momenti della mia giornata, cose che ho fatto, cose che ho imparato o che non volevo dimenticare, ho scritto ciò che pensavo e ciò che avrei voluto dire a qualcuno, ho scritto per me e per gli altri, ho scritto dei miei sogni e dei miei incubi;  ho scritto, scritto, scritto, scritto e riscritto, scritto e riscritto ancora. È quello che mi piace fare. Scrivere. Scrivere, e basta.


Grazie di tutto! 
Passo e chiudo.


giovedì 28 dicembre 2023

Kilogrammo in più Kilogrammo in meno

Non è la prima volta che parlo del mio peso in questo spazio. Anni fa avevo scritto un paio di post per darmi la carica e cercare di dimagrire perché la situazione era complicata. Mi ero iscritto in palestra e avevo pubblicato anche il mio peso. 

Il post era questo: Obbiettivo 72

In quello scritto, parlavo del destino, che quando arriva non puoi fare granché per cambiarlo e che sono ben poche le cose controllabili direttamente da noi: il peso è una di queste. 

Così mi sono messo sotto: in palestra un'ora al giorno per tre volte a settimana. Poco cardio, molti pesi; sono riuscito a calare un po'; sono passato da pesare 87 Kg a circa 80. Non abbastanza per l'idea che avevo in testa. 

Poi, il meccanismo si è bloccato e non ho più perso peso; dovevo fare qualcosa di più. Allora sono andato da una dietista che ha creato una dieta in base alle mie esigenze e al mio stile di vita. Ho seguito pedissequamente le sue direttive che miravano principalmente a creare una sana abitudine alimentare, piuttosto che impormi una dieta stringente, la quale mi avrebbe fatto calare di più e più in fretta ma con la quasi certezza che alla fine del processo avrei riacquistato i chili persi.
Inoltre ho aumentato la frequenza della palestra. Cinque giorni su sette, dal lunedì al venerdì, sempre per un'ora.

Questo abbinamento ha dato i suoi frutti e dopo un anno e mezzo avevo raggiunto quota 75 Kg. La pancia era calata e mi sentivo davvero meglio, ma volevo di più. I risultati visivi non mi soddisfacevano ancora. È vero, ero calato, ma quelle che in gergo tecnico vengono chiamate "maniglie dell'amore" erano ancora ben visibili. Volevo eliminarle ad ogni costo.

Dopo altri sei mesi il meccanismo si è inceppato di nuovo e non riuscivo più a calare. C'è da dire che non aumentavo nemmeno; avevo raggiunto un equilibrio, ma dovevo nuovamente cambiare qualcosa se volevo avere più risultati.

Non mi sembrava di mangiare molto. Ero abbastanza ligio nel seguire i consigli della dietista e sgarravo solo una volta a settimana. Perché non calavo più? Poi ho voluto fare una prova: contare le calorie che assumevo. Una rottura di coglioni che non vi sto nemmeno a dire... però ha funzionato. 
Sì, perché senza nemmeno rendermene conto, mangiavo quantità di calorie incredibili per quello che era il cibo che poi andavo a consumare. Io sono dipendente dal burro d'arachidi; pensate che per colazione mangiavo tre gallette integrali con un bel cucchiaio di burro d'arachidi spalmato sopra ogni pezzo (Ho già l'acquolina!). In termini numerici, sono circa 80 gr di crema deliziosa, e sapete quante calorie sprigiona quella bontà? Quasi 500. Capirete anche voi che non è proprio l'ideale per chi vuole perdere peso. 

Quindi aggiustando queste piccole ingenuità, sono arrivato ad oggi. 

Attualmente cerco sempre di mantenere un alimentazione corretta ma tenendo ben presente che il peso e la quantità di ciò che si mangia conta parecchio.
Vado in palestra un'ora dal lunedì al venerdì. Non rompetemi il cazzo dicendo che non ho niente da fare, se riesco ad andare tutti i giorni ad allenarmi, perché come tutti nel mondo, anche io ho i miei impegni, con un lavoro da turnista ad occupare buona parte delle mie mattine, pomeriggi e notti, una moglie e due figlie a cui dedicare preziose attenzioni e una casa da mantenere in ordine. Quindi se c'è una persona impegnata qui, cazzo quella sono io! Per raggiungere quel cazzo di obbiettivo però ho dovuto organizzare meglio il tempo che avevo a disposizione, sacrificando più di qualche ora di sonno. Poi ho eliminato parecchie distrazioni che mi facevano perdere tempo e acquistato elettrodomestici che me ne hanno fatto risparmiare.

Le persone credono di poter raggiungere i loro obbiettivi, senza nessun sacrificio, senza il sudore della palestra (ambiente che malsopporto) e senza mangiare sano, per chi vuole calare, senza pianificare gli impegni, e senza lavorare duro per chi vuole eccellere in qualcosa. Avere tutto, senza sacrificare niente.

Non funziona così ragazzi. Tutto ha un prezzo e se non sei disposto a pagarlo allora non sentirti deluso quando non raggiungerai la meta che sognavi, perché non hai fatto nulla per meritarla.

La strada che ti porta all'obbiettivo è piena di merda e imprevisti che insieme collaborano per intralciare il tuo cammino. Puoi inciampare, puoi persino cadere, ma se riuscirai a trovare la forza di rialzarti e proseguire per raggiungere la metà, allora capirai che la forza che hai dentro ti può portare ancora più lontano di dove speravi.

Se vuoi solo la ricompensa, senza la fatica forse non hai ancora ben capito come gira il mondo. Solo i tuoi sforzi determineranno il tuo successo, e questo vale per tutto. Ora qui stiamo parlando di dieta ma questo discorso può essere fatto per quasi tutti gli aspetti della vita. Il succo è: non mollare.

Inizia a fare oggi ciò che serve per raggiungere il tuo obbiettivo, e vedrai che tra tre anni sarai molto più vicino al tuo sogno di quanto lo sei adesso. Ci vuole tempo, pazienza e molta costanza, e andrà tutto secondo i piani.

Ah... comunque, ad oggi dopo circa due anni e mezzo di rotture di coglioni, peso 73,4 Kg, ergo, non ho ancora raggiunto il bersaglio dei 72 kili; ci sono quasi, anche se adesso la mia testa punta ai 68 Kg. Troppo? Forse, ma lo scoprirò strada facendo. 



mercoledì 27 dicembre 2023

La Verità fa male e questa è la Verità

A nessuno sta a cuore davvero cosa vuoi. A nessuno importa davvero chi sei. A nessuno interessa davvero di te.

Voglio dirvi la verità, miei fedeli lettori. Consideratelo come un regalo d'addio, ora che sto per lasciare questo blog. 

Mi spiace dover demolire il vostro ego. Mi spiace dover abbattere le vostre credenze. Mi spiace anche dovervi dire queste cose senza indorare la pillola per farvi inghiottire un boccone meno amaro. La verità, amici miei, e che voi non siete così importanti per gli altri come gli altri non sono così importanti per voi.

Mi spiace ma qualcuno ve lo doveva dire prima o poi. Nessuno conta un cazzo per gli altri. 

Persone che vi dichiarano amore eterno e poi, appena ne hanno l'occasione, vi accoltellano alle spalle come il peggior Bruto. 
Amici che si fanno vivi solo nel momento del bisogno.
Fidanzate e mogli che tradiscono la vostra fiducia.
Figli che non vi sopportano.
Gatti che vi graffiano.
Cani che vi pisciano in casa per dispetto.

Cosa state aspettando a mollare tutto? Cosa state aspettando a fuggire via, lontanissimo da tutto e tutti, e cominciare una nuova vita in una nuova nazione o in un nuovo continente?

Perché non lo fate? Se sono davvero tutti così, e lo sono, perché non cercate la comprensione e la pace altrove?

Perché tutto il vostro mondo è qui, e nessuno potrà farvi fuggire da quelle persone che, nonostante i loro difetti, le cattiverie, i dissapori e le divergenze, fanno parte della vostra storia, del vostro cammino e della vostra vita.

Nessuna nuova esperienza può sostituire anche il più frettoloso bacio dato su una guancia da un figlio mentre esce di casa con gli amici.

Nessun successo lavorativo può smorzare la commozione che si prova durante la recita natalizia dove tua figlia fa un albero scenografico senza nessuna battuta.

Nessuna nuova conoscenza batterà mai un amicizia nata sui banchi di scuola.

Siamo profondamente legati alle nostre radici e per quanto sogniamo di andarcene via, immaginando caldi paesi esotici e una nuova vita lontano da qui, non ce ne andremo mai; perché la verità più vera e cattiva, è che siamo dei codardi egoisti, che non lascerebbero mai vivere le altre persone libere dalla nostra presenza.

Non ce ne andremo mai da qui, perché non abbiamo i coglioni di mandare tutto affanculo e levarci dalle palle per abbandonare qualsiasi legame con questa vita.

Perdenti. Ecco cosa siamo.



sabato 23 dicembre 2023

Si può controllare il proprio destino?

Nulla avviene per caso. Pensateci. Quante volte vi siete trovati di fronte ad un bivio? Quante volte avete dovuto decidere se imboccare una strada oppure un'altra? Quante volte avete compiuto piccole, ma fondamentali scelte che poi hanno influenzato ilresto della giornata se non  addirittura tutta la vita?

Provate a pensarci. Se aveste fatto una scuola piuttosto che un altra, sareste nella situazione attuale? 
Non lo sapremo mai.

C’è chi sostiene che non ha importanza ciò che decidi di fare, non serve a nulla prendere una via piuttosto che un altra perché alla fine, le cose vanno sempre come devono andare; il futuro è già scritto e non c’è nulla che tu possa fare per cambiarlo.

Altri pensano che il futuro te lo crei con le tue mani e che le tue scelte influiscano costantemente sugli eventi successivi non solo tuoi. Ogni tua mossa influenza anche i comportamenti di persone che nemmeno  conosci. Ogni tua decisione è fondamentale per il seguito della tua vita. Che ansia!

Tra questi due fuochi, io sto nel mezzo; ogni decisione presa influenzerà il tipo di vita che andrai a fare, e non puoi fare altro che accettare ciò che hai scatenato con le tue scelte. Insomma: il destino lo scrivi tu, ma non avendo nessuno strumento di previsione, sei costretto anche a subirlo e, a posteriori, sembra che le cose non potessero andare diversamente da come sono andate.

Nella vita abbiamo due tipi di scelte: quelle cruciali, ovvero quelle che cambiano definitivamente il corso della vita e quelle ininfluenti, cioè quelle che qualunque cosa tu faccia, il destino non cambia.

Esempio:
se Pino non avesse mai giocato a calcio e invece si fosse appassionato di scacchi, forse non si sarebbe mai rotto il ginocchio. Ma in questo modo non avrebbe mai conosciuto Paola un infermiera che oggi è anche sua moglie e con la quale ha avuto due piccole pesti che, proprio come il loro papà, amano il pallone.

Quando erano fidanzati, Pino e Paola, andavano spesso a cenare in pizzeria. La scelta del tipo di pizza, ha influito su quella volta che tornando a casa, la macchina ha sbandato in curva e sono finiti nel fosso? Dubito, ma tutto può essere. 

Se un'amica non mi avesse regalato un libro e non mi avesse spinto a leggerlo, oggi sarei comunque appassionato di letteratura e di scrittura? Può darsi. Magari dieci anni dopo avrei scoperto comunque questa passione, ma cosa avrei fatto in quei dieci anni invece di coltivarla giorno e notte? Chi lo sa? Forse mi sarei appassionato di pittura e magari oggi vivrei serenamente sotto un ponte, in attesa di qualcuno che, notandomi, mi possa rendere finalmente immortale.

Nel profondo tutti noi sappiamo se stiamo facendo qualcosa di costruttivo o di potenzialmente dannoso, e forse è proprio attraverso le nostre scelte che il destino ce lo possiamo anche costruire da soli. È ovvio che se io oggi lascio il lavoro per fare lo scrittore, tra sei mesi vivo sotto un ponte come il me pittore di cui parlavo poco sopra. 

Alcuni eventi si possono controllare. Alcune cose si possono evitare. Alcuni comportamenti si possono modificare.

Se un uomo ridotto al lastrico non avesse puntato un coltello alla gola di un cassiere al supermercato, oggi forse quel uomo non sarebbe in galera.

Se un alcolizzato non avesse mai iniziato a bere, oggi non si ritroverebbe il fegato spappolato, no?

Se quel tossicodipendente non avesse conosciuto chi l’ha iniziato all’eroina, oggi forse non avrebbe una lapide la cimitero ottenuta grazie a quell’overdose, giusto?

Eventi che probabilmente si potevano controllare.

Ma seguiamo ora la storia di Penelope che sta viaggiando sulla sua bella utilitaria rispettando i limiti di velocità, con la cintura allacciata e le luci accese. Sta ascoltando la radio e improvvisamente inizia la canzone che in quel periodo la fa impazzire. Stacca per un secondo lo sguardo dalla strada alla ricerca del volume, lo vede, gira la rotella e quando rimette gli occhi sulla strada, si trova a pochi metri da lei un’altra macchina.

Pedro, in ritardo folle, doveva essere la lavoro in tempo questa volta. Non poteva ritardare. In strada "sono tutti dei coglioni", pensa, capitano tutti a lui: anziani che fanno i trenta all’ora, ragazzini che per controllare il cellulare quasi fermano la macchia sbandando a destra e a sinistra. Pedro, sorpasso dopo sorpasso, pensava che sarebbe arrivato in tempo, che ce l'avrebbe fatta. A tutta velocità sta per raggiungere una macchinina che va pianissimo, e, nell'altra corsia non c’è nessuno...  c’è una curva però. “Ce la faccio dai! Sono lanciato, vado velocissimo, lo supero in un attimo!”, Pedro rischia. È quasi fatta ma ecco comparire dei fari. È troppo tardi. Non si può più tornare indietro.

Lo scontro è violentissimo.

Penelope poteva controllare ciò che le è accaduto? Ovviamente no! E Pedro? Sì Vero? Già!

Penelope non poteva controllare l’evento, ma ci sarebbero potuti essere miliardi di altri fattori che avrebbero potuto influenzare il suo destino. Per esempio, uscendo di casa avrebbe potuto dimenticare il cellulare e per recuperarlo avrebbe ritardato la partenza in auto così che nel momento del sorpasso di Pedro, non si sarebbe trovata in quel posto proprio in quel momento. Oppure l’autista davanti a Pedro avrebbe potuto viaggiare ad una velocità più sostenuta, disincentivandone il sorpasso.

Quindi? Il tuo destino dipende da te, ma anche dagli altri. Gli altri influenzano il tuo destino come tu influenzi il loro. Ogni vita è collegata a quella di qualcun altro, in una ragnatela di connessioni incredibile che muove i destini di milioni di persone. È il famoso Batterfly Effect contenuto nella teoria del caos.

È impossibile sapere come andranno le cose. È impossibile sapere se la strada si può modificare o se è tutto scritto, bisogna semplicemente vivere ricordando che ogni tua scelta influenza tanto te quanto la vita di qualcun altro che magari nemmeno conosci. Incrociare le dita e sperare che tutto vada bene.


venerdì 15 dicembre 2023

Ecco la nostra Gente!

La gente è brutta, ma per piacere a noi stessi abbiamo bisogno che gli altri ci dicano che siamo belli.

La gente è cattiva, ma senza la loro approvazione non riusciamo ad essere soddisfatti delle nostre azioni.

La gente fa schifo, ma prese singolarmente sono tutti delle brave persone.

La gente è ignorante, mentre noi, ah noi sì, che le cose le sappiamo davvero!

Noi sì che siamo bravi. NOI. Noi che sappiamo tutto. E non sappiamo mica tutto perchè abbiamo un cellulare connesso a internet eh! No!! Noi lo sappiamo perchè siamo studiati. Noi abbiamo fatto le scuole. Noi sì, che sappiamo come si vive e ve lo veniamo a dire a voi che non sapete proprio un cazzo di niente. Ve lo spieghiamo noi a voi, che scrivete banalità, che non conoscete nulla della vita, che avete bisogno sempre di qualcuno che vi dica cosa fare e cosa pensare. 

Voi non avete il nostro intelletto, la nostra eloquenza, la nostra classe.
Prendete esempio da Noi.
Noi sì, che siamo bravi, non voi.

Il senso di giustizia e la responsabilità sociale che si accendono in me quando assistono a gravi ingiustizie, non sono in grado di contrastare e sopportare quelle persone che il paragrafo precedente tenta di descrivere in modo forse un po' esagerato, che pensano di essere sempre migliori degli altri. Tutti quei vincenti che si descrivono come tali senza vedere che in fondo valgono meno di una cicca sputata a terra.

Quando incontro gente del genere non posso fare a meno che assecondare il loro delirio di onnipotenza, facendole credere ancora migliori di quello che loro stesse si credono. Le prendo per il culo esagerando ogni loro atteggiamento e lodando ogni loro tratto distintivo e la cosa che più mi fa impazzire è che loro, non se ne rendono minimamente conto. Anzi, gonfiano il petto e si pavoneggiano ancora di più esaltando maggiormente le loro doti, fino a quando la loro testa non va in overdose di onnipotenza e magnificenza vedendosi come dei scesi in terra e sparano cazzate a raffica peggio di quello che una mitragliatrice fa con le pallottole.

Ormai non le combatto più. Ormai le assecondo. Le rendo felici, do loro quello che vogliono. Le faccio sentire come vorrebbero sempre sentirsi. Importanti. 

Non ho nessun problema ad apparire più stupido di una persona, non ho nessun problema a farle credere migliori di me. La cosa non mi disturba. Non amo umiliare le persone anche se spesso potrei zittirle o addirittura correggerle in alcuni loro errori, ma preferisco non smontare la loro auto-celebrazione, in modo che poi, una volta determinata la loro indiscussa superiorità sul sottoscritto, mi lascino in pace e mi lascino lavorare alle mie cose.

Il mio scarso bisogno di rapporti umani, è dovuto anche a questi comportamenti. Non trovo nessuno con cui condividere le mie passioni e se qualcuno le condivide, non lo fa con l'intento di insegnare o imparare cose ed esperienze altrui, no, lo fa solo per far capire a tutti che lui ne sa di più, oppure che ha fatto o ha visto cose più fighe e importanti di chiunque altro.
Alla gente che mi circonda, non importa un cazzo di niente se non di loro stessi. 
È solo la loro immagine allo specchio che conta, è solo il loro ego che vale ed è solo la loro opinione quella giusta.

Allora capisco che non ho bisogno di legami così. Non ho bisogno di queste persone, che sono nocive per me è per il mio percorso che è fatto di entusiasmo, di voglia di imparare e di crescita.

Ho bisogno di solitudine, di distaccarmi da queste persone. Ho bisogno di conoscere persone che un po' capiscano quello che intendo e non di gente che non prova nemmeno ad affacciarsi nel mio mondo o peggio, che lo trova stupido e inutile.

La risposta che più mi sento dare da persone che non amano le mie passioni quando mostro loro i miei lavori e gli dico quanto tempo ci metto a fare un lavoro, è sconcertante e talmente demoralizzante che mi uccide ogni volta:


"Si vede proprio che a casa non hai um cazzo da fare".

"Sì hai ragione. Non sono come te. Che ci posso fare".

"Lo puoi dire forte, se fossi come me non perderesti tempo in queste cazzate."

"È vero, le persone come te hanno una vita troppo impegnata a fare cose di valore per perdere tempo a leggere un libro, un fumetto o a scrivere un racconto."

"Hai centrato il punto. Ora che sai cosa fare puoi reindirizzare tua vita prendendo esempio dalla mia."

"Finalmente so cosa fare, grazie del consiglio!"

"Sono felice di esseti stato d'aiuto."

"Grazie davvero! Ora se non ti dispiace vado che devo andare ad iscrivermi in palestra. Ho già perso troppo tempo dietro a queste cazzate di racconti e di montaggio video. Ma grazie a te ora so quale strada prendere per diventare una persona migliore."

"Se segui il migliore non ti puoi sbagliare."

"Mi hai aperto gli occhi, fa' di me il tuo clone."

"Ci vorrà molto tempo, ma con sudore e impegno, lacrime e sangue diventerai perfetto, proprio come me!"

"Non vedo l'ora".

Poi penso MaVatteneAffanculo!


Tutti pieni di sé. Tutti che si masturbano guardando il loro riflesso su uno specchio deformante.
Gente che non vale nulla, che non sa nulla e che, se fossi cattivo, seppellirei in un attimo volendo perdere del tempo. Ma non ne vale mai la pena. Chi vale lo dimostra con i fatti, senza parlare troppo e dimostrando il proprio valore sul campo.

Forse la gente ha ragione. Probabilmente non valgo nulla, ma almeno io il dubbio me lo pongo.
E anche se non so qual è il mio valore reale, non vado di certo in giro a dipingermi per ciò che non sono.
Io non sono niente e non valgo niente e questo lo so benissimo da solo. 
Non ho bisogno che qualche Stronzo Saputello me lo ricordi in continuazione.

La gente parla senza sapere un cazzo. 
Spesso giudica troppo in fretta.
La gente non ascolta e non sente. 
Shhhh! Statevene un po’ zitti. 
Provate anche ad ascoltare, 
giuro! Non fa male. Oppure, 
andate a farvi fottere!

                                       Pace!

mercoledì 29 novembre 2023

Piccoli trucchi per Studiare in modo Efficace

Area di studio

Avere un'area adibita allo studio è fondamentale per la concentrazione. Inconsciamente, quando sarai nella tua area studio, il tuo cervello sarà più focalizzato sull'apprendimento.
Per questo motivo, è importante che l'area di studio sia un luogo silenzioso e tranquillo, dove non ci siano distrazioni. Dovrebbe essere anche ben illuminato e ben organizzato, in modo che tu possa trovare facilmente tutto ciò di cui hai bisogno.

Un piccolo trucco per aiutarti a concentrarti è quello di usare una lampada da studio. 
Quando inizi a studiare, accendila. 
Quando hai finito o stai andando in pausa, spegnila. 
In questo modo, la lampada diventerà un segnale per la tua mente: quando è accesa, devi concentrarti sullo studio; quando è spenta, puoi rilassarti.


Studia per 25 minuti poi fa una pausa di 5 minuti

La nostra attenzione è al massimo livello per soli 25 minuti, poi inizia a decrescere fino quasi a rendere inutile ogni minuto passato sopra al libro.Per evitare questo, è importante fare delle pause regolari durante lo studio. La pausa ideale è di 5 minuti dopo ogni 25 minuti di studio. 

In quella pausa, stacca completamente dallo studio. Alzati dalla scrivania, spegni la lampada da studio e fai quello che ti pare per i prossimi 5 minuti. Quando ritornerai sui libri, sarai di nuovo lucido e partecipe.


Fatto e Concetto

Prima di iniziare a studiare, è importante capire cosa si sta studiando: un fatto o un concetto?

Fatto: è una informazione incontrovertibile, un vero e proprio dato di fatto.

Concetto: è tutto ciò che sta dietro al dato di fatto, l'approfondimento di una nozione.

Ad esempio, "Charles Darwin è il padre della teoria dell'evoluzione" è un fatto. Capire cosa sta dietro alla teoria dell'evoluzione di Charles Darwin è un concetto.

Quando un medico studia i complicati nomi degli organi del corpo umano, impara un dato di fatto. Sapere cosa facciano nello specifico quegli organi significa studiare un concetto.

La cosa più importante non è tanto imparare il dato di fatto, ma afferrare il concetto. I dati di fatto col tempo tendono a confondersi, ma se conosci il concetto puoi rapidamente arrivare al dato di fatto con una semplice ricerca su Google o consultando un manuale.


Dormire Bene

Dormire almeno 8 ore aiuta a immagazzinare più efficacemente i ricordi a lungo termine. Inoltre, aumenta anche la concentrazione e la lucidità mentale.


Appunti

Prendere appunti è fondamentale per lo studio. Per aumentare la loro efficacia, è importante sistemarli subito dopo averli presi.

Espandi tutto ciò che hai annotato, sistema le frasi, dagli profondità, completa il discorso, aggiungi didascalie. È importante farlo subito perché se lascerai passare anche solo due ore o ci riguarderai a casa, corri il rischio di perdere il significato di certe cose che hai annotato.


Spiega ad Alta Voce

Prova a spiegare i concetti che hai studiato a qualcuno. Farlo rafforza l'apprendimento e fa capire se si è afferrato il concetto.

Se non hai nessuno a cui spiegare le cose, fallo lo stesso con il gatto, un pupazzo o anche da solo. Trarrai grande beneficio dal "recitare" il tuo monologo ad alta voce. Oltre a fissare i concetti, imparerai anche a parlare in modo più convincente.


Ricordare e Riconoscere

Quando riguardando un testo che avevi letto o studiato pensi di ricordartelo, in realtà lo stai solo riconoscendo. Abbiamo una grande capacità di riconoscere immagini ma purtroppo questo non significa ricordare i concetti.

Per esser sicuro di aver studiato bene, devi passare alla pagina successiva, ricordando bene la pagina precedente.


Fatti delle domande

Quando apri il libro per studiare, esamina prima il capitolo e ad ogni pagina fatti delle domande su quello che leggi e vedi che ti colpisce.

Fare questo ti predispone già a trovare delle risposte e, dopo aver letto il capitolo, recita ad alta voce ciò che hai capito con parole tue. Se non riesci, rileggi ancora e rielabora nuovamente i concetti.




sabato 18 novembre 2023

Attenzione ai Dettagli

Sono sempre stato una persona precisa, attenta ai dettagli perché, è lì che si nasconde il diavolo. Se vuoi che le situazioni o ciò per cui stai lavorando vadano secondo i piani, devi far le cose in un certo modo e quindi il dettaglio, la finezza e la puntigliosità, sono sempre state caratteristiche molto importante per me. Da un po' di anni a questa parte, però, ho cambiato atteggiamento verso il particolare, la minuzia. Ho sviluppato un atteggiamento più pratico e meno pretenzioso verso ciò che faccio.

Se da un lato, è vero che l'attenzione ai dettagli è una caratteristica importante, che può portare a risultati di alta qualità e accuratezza, dall'altro lato, è anche vero che un'eccessiva attenzione alle piccolezze può portare alla procrastinazione. Spesso mi sono ritrovato a rimandare l'inizio di un lavoro solo perché secondo il mio insindacabile parere, le condizioni non erano ottimali. La procrastinazione porta con sé alcuni fattori di malessere come stress, ansia e frustrazione che poi sfociano in una tremenda insoddisfazione personale.

Quante volte mi sono sentito così? Parecchie.

L'attenzione ai dettagli è senz'altro una qualità positiva, ma è importante saperla dosare. È importante essere attenti, scrupolosi anche, ma non così tanto da arrivare al punto da perdere di vista le questioni veramente importanti e il quadro generale della situazione.

C'è una vecchia storiella che fa più o meno cosi:

"Andò perso un chiodo e quindi si perse un ferro. Perso il ferro, si perse il cavallo e per questo il messaggero non riuscì a portare gli ordini. Persi gli ordini si perse la battaglia, di conseguenza si perse anche la guerra e poi il Regno."

Bella eh! 

Ma cosa significa veramente? Che tutto è importante? Talmente importante che nemmeno un piccolo chiodo può essere trascurato per evitare una catastrofe? Quindi è giusto essere ossessionati dai dettagli. Tutto il discorso fatto in precedenza viene smontato da questa stupida storiella, quindi? Che fare allora?

  • Impara a stabilire le priorità. Non tutti i dettagli sono ugualmente importanti. Concentrati su quelli che sono realmente necessari.
  • Impara a prendere decisioni rapidamente. Valuta le opzioni disponibili e scegli quella che ritieni migliore.
  • Impara a gestire il tuo tempo. Crea un calendario con tutte le scadenze e organizza le tue giornate. Stabilisci scadenze realistiche e rispetta gli impegni. Non lasciare che i dettagli occupino più tempo del necessario. 

Come per molte questioni della vita non c'è una risposta giusta e una sbagliata; l'unica cosa che si può provare a fare è stare in equilibrio tra una parte e l'altra e provare a destreggiarsi tra le varie sfide che la vita ci scaglia continuamente addosso.



giovedì 16 novembre 2023

Bill Hicks: It's Just a Ride

"Oggi, un ragazzo in preda ad allucinazioni ha capito che tutta la materia non è che energia condensata in una lenta vibrazione, che siamo tutti una sola coscienza che ha esperienza di sé soggettivamente. Non esiste la morte, la vita è solo un sogno e noi siamo l'immaginazione di noi stessi."


C'è un senso? C'è forse un senso a tutto questo? Cerchiamo il senso. 

Il mondo è come un giro di giostra in un parco giochi. Quando scegli di salirci pensi che sia reale, perché le nostre menti sono potenti. La giostra va su e giù, e gira intorno, ti fa tremare e rabbrividire, ed è coloratissima e rumorosa ed è divertente, per un po'. 

Alcuni ci sono su da tanto tempo e cominciano a chiedersi: "È la realtà o è solo un giro di giostra?"

Altri si sono ricordati e vengono per dirci: "Ehi, non vi preoccupate, non abbiate mai paura, perché questo è solo un giro di giostra." E noi... uccidiamo quelle persone.

"Fatelo tacere! Abbiamo investito un sacco di soldi in questo giro di giostra. Fatelo tacere! Guardate le mie rughe di preoccupazione. Guardate il mio grosso conto in banca. E la mia famiglia. Questo deve essere reale."

È solo un giro di giostra, ma uccidiamo sempre quelle brave persone che cercano di dircelo, l'avete mai notato? E lasciamo che i demoni si scatenino. Ma non importa perché è solo un giro di giostra e possiamo cambiare le cose in qualunque momento. È solo una scelta. 

Niente sforzi, niente lavoro, niente occupazione, niente risparmi o denaro, una scelta, proprio ora, fra paura e amore.

Gli occhi della paura vogliono che voi mettiate serrature più grandi alla vostra porta, che compriate delle armi, che vi isoliate.

Gli occhi dell'amore, invece ci vedono tutti come una cosa sola.

Ecco cosa possiamo fare per cambiare il mondo, proprio adesso, in un giro di giostra migliore:

Prendiamo tutti i soldi che spendiamo in armi e nella difesa ogni anno e li spendiamo in cibo, vestiti ed educazione per i poveri del mondo, basterebbero per farlo molte volte senza lasciare nessuno escluso e allora potremmo esplorare lo spazio, insieme, sia interiore che esterno, per sempre, in pace.


It's just a ride.



Brano tratto dallo spettacolo "REVELATIONS" di Bill Hicks


sabato 11 novembre 2023

È meglio ignorare?

Spesso, quando non conosciamo qualcosa, essa ci appare avvolta da un affascinante velo di mistero, che la rende intrigante e degna di essere scoperta. È come se fossimo immersi in un mondo di meraviglia, dove ogni cosa sembra magica e impossibile. Tuttavia, quando decidiamo di guardare oltre quel velo e svelare il mistero, la banalità di ciò che prima ci affascinava ci colpisce come un pugno in pieno viso. 

In fondo il mondo è fatto così e quanto prima imparerai a guardarlo con occhi "consapevoli", tanto prima imparerai a parare e scansione i colpi che inevitabilmente proverà ad infliggerti.

Nonostante questa delusione, è necessario imparare a vedere il mondo con occhi più lucidi e consapevoli, riconoscendo che la realtà spesso non è così affascinante come appare e quanto prima imparerai a conoscerne i meccanismi, tanto prima imparerai a difenderti e ad affrontare le sfide che la vita ti riserverà.

Questo non è un discorso cinico, è realista.

Invece è proprio un discorso cinico. Odio essere diventato così.

Il mondo era molto più affascinante quando non capivo fino in fondo i suoi meccanismi. È vero, non sapevo quasi niente, ma era poi tutto questo gran problema? Per il me di allora no, non me ne rendevo nemmeno conto, ma io ad oggi farei di tutto per insegnare quel che so alla mia versione precedente, rovinandogli di nuovo la magia. 

Quindi è meglio non sapere quando non si sa, ma nel momento in cui impari, scopri e conosci qualcosa, più sai e meglio è. 

Non tornerei mai indietro, nonostante la nostalgia per l'età dell'innocenza, anzi voglio conoscere sempre di più, anche se questo vuol dire amare meno quel mondo che guardavo con l'incanto e il fascino che si riserva solo a ciò che non si sa ancora di che pasta sia fatto.

La conoscenza e la meraviglia sono due aspetti del nostro rapporto con il mondo che possono sembrare contrastanti ma in realtà sono complementari. La conoscenza ci permette di comprendere il mondo in un modo che prima non era possibile mentre la meraviglia, ci permette di rimanere aperti a nuove possibilità e quindi creare altre opportunità di crescita.






sabato 28 ottobre 2023

L'ambulanza

Quando esplose l’autobus ero a casa. Avevo appena finito di mangiare, ed ero in balcone a sbattere le briciole dalla tovaglia. Il balcone dà su una strada molto trafficata e non è inusuale assistere a tamponamenti o a litigi tra automobilisti. Quel giorno non sembrava essere diverso da altri e mentre due tizi si prendevano a male parole, ecco in lontananza far capolino un autobus che sembrava arrivare piuttosto veloce. Mi fissai a guardarlo. Non accennava a rallentare. Le persone ferme alla fermata iniziarono a correre in modo disordinato ed alcuni di loro riuscirono a salvarsi. Quando l'autobus arrivò investì persone, biciclette, monopattini, scooter e bidoni dell'immondizia terminando la sua folle corsa squarciando la vetrata della banca.

Rimasi a bocca aperta. Pietrificato, fissavo il disastro che mi si parava davanti. Poi come nel più scontato dei film, l’autobus saltò in aria. Uno schianto tremendo, i vetri alle finestre delle case si infransero, gli allarmi di tutte le attività iniziarono a suonare contemporaneamente, la gente urlava e imprecava disperata mentre alcuni di loro morivano senza scampo. L’onda d’urto dell’esplosione mi fece chiudere gli occhi e abbassare la testa sotto la paratia del balcone. Tornai in casa, mi infilai le scarpe al volo e scesi facendo le scale quasi come fossero uno scivolo. 

Giunto in strada mi fermai ad analizzare la situazione. Le macerie erano ovunque cercai di concentrarmi ma mettere a fuoco le idee in quel momento era impossibile, Tutto mi sembrava ovattato e confuso, potevo solo affidarmi all’istinto e l’istinto in quel momento mi diceva di soccorrere quella ragazza che in ginocchio in mezzo alla strada stava urlando di dolore. Era completamente imbrattata di sangue ma non mi sembrava ferita. La portai fuori dal caos urlando anch’io in mezzo alla folla, ero solo una delle tante voci che cercava disperatamente aiuto. Non sapevo più cosa fare e sentendomi inutile mi misi a piangere. Finalmente in lontananza udii l'eco della sirena di un'ambulanza che, sempre più velocemente, si avvicinava a me. Mi guardai intorno ma non vidi nulla. Il suono delle sirene mi esplodeva nel cervello ed era ormai insopportabile. Mi trovavo in mezzo alla strada con le mani sulle orecchie e gli occhi stretti in una smorfia di fastidio, quando apro gli occhi e fisso il soffitto completamente sudato. 

Il cellulare sul comodino riproduce il suono di una sirena urlante. 
Ancora ansimante lo prendo e spengo la sveglia.



sabato 21 ottobre 2023

Quello che non ti uccide...

Da piccolo ero talmente stronzo che una suora dell’asilo che frequentavo mi ha detto che ero stato l’unico errore commesso da Dio. Avevo 5 anni. 
Mea culpa ovviamente. Ero un bambino pestifero che ne combinava sempre una peggiore dell'altra, ma santo quel benamato Dio a cui non credo, può una persona adulta dire una cattiveria del genere ad un bambino inconsapevole al novanta percento delle cose che fa?

Fin da piccolo quindi, ho compreso che il giudizio degli altri può ferire profondamente. Negli anni ho accumulato molta rabbia che cercavo di reprimere e tenere a freno. Crescendo ho scoperto che quella rabbia poteva essere trasformata in qualcosa di utile. Qualcosa che, invece di affossarmi, mi avrebbe sollevato e fatto spiccare il volo. Quella rabbia è diventata il motore di una crescita e un cambiamento che continua anche adesso.
Dopo aver passato buona parte della vita a sentirmi una nullità, dopo aver visto ogni mia velleità artistica derisa e dopo aver affossato ogni mio tentativo di emergere, sarebbe stato facile lasciarmi andare, assecondando tutti i piani che gli altri avevano in serbo per me. 

Non avevano però fatto i conti con la mia grande voglia di apprendere, imparare e capire come funzionano le cose; e queste caratteristiche, insieme a tutta la rabbia accumulata sono state la mia salvezza. 

Imparare sempre qualcosa di nuovo. Non fermarsi mai. Non essere mai sazi. 

Più imparavo, più capivo che in realtà non conoscevo niente del mondo. Ho capito anche che la differenza non la fa tanto il talento, quanto il tempo e la passione che dedichiamo al nostro obiettivo. Ho deciso di abbracciare questa idea e ho iniziato a fare cose diverse, cercando di dimostrare a chiunque mi abbia fatto sentire come una pezza da piedi che io, da solo, ce la potevo fare.

Quello che non cambia mai, fa risaltare quello che cambia. Quindi le persone intorno a me iniziavano a vedermi sotto una luce diversa. Ero passato dall'essere un coglione ad essere quello che ne sapeva un po' più degli altri e quindi degno di essere interpellato ad ogni questione. È stato un grosso cambiamento da sopportare. Inizialmente mi faceva piacere essere considerato competente, ma poi mi sono reso conto che quelle stesse persone che prima non mi consideravano mai, ora mi avevano promosso e mi utilizzavano solo per problemi di cui non volevano farsi carico. Da persona inutile ero diventato il loro schiavo. 

I cambiamenti fanno paura ma sono inevitabili. Sta a te tirarne fuori il meglio, così ho imparato a non restare prigioniero di me stesso, del mio ruolo, ma soprattutto di non essere mai prigioniero degli altri e dei loro giudizi. 
C’è chi riesce a trasformare un disagio in un'occasione e chi si fa abbattere dalle circostanze. Io ho scelto di vedere le sfide come delle opportunità di crescita, un modo di dimostrare a tutti che il mio passato non definisce il mio presente e il mio presente non descrive il mio futuro. 

È straordinario quello che si realizza solo per metterlo nel culo a quelli che ti hanno affossato e offeso da bambino. 

È la rabbia il vero motore del cambiamento. Puoi fare, ed essere ciò che vuoi se hai la fortuna di capirlo per tempo. Io non sono stato così perspicace. L'ho capito tardi, ma sto cercando di recuperare. La trasformazione è un viaggio solitario. Nessuno ti comprenderà mai del tutto ma non spaventarti. Continua a camminare al centro della strada che hai scelto e goditi il panorama.


martedì 17 ottobre 2023

Barzellette Brutte


Un bambino va dal padre:
Papà Papà, perché zono zemo?
... e che cazzo ne zo io??


Sai perché la bambina è caduta dall'altalena?
Perché non ha le braccia.


Sai cosa fa un gallo al mare?
Galleggia!


Che verbo è "Non sarebbe dovuto nascere?"
Preservativo imperfetto!


Sapete perché in paradiso ci sono pochissime donne?
Perché altrimenti sarebbe un inferno!


Ci sono 1x1, 2x2 e 3x3. 3x3 viene ammazzato, chi è il colpevole?
2x2! 
Perché 1x1 non fa male a nessuno.


Che differenza c'è tra un umorista e un fantasma?
L'umorista è un uomo di spirito, il fantasma è lo spirito di un uomo!


Il mio cane si chiama Stop! 
Perché? 
È un incrocio!


Cosa fa una gallina in tribunale? 
Depone!


Cosa dice una goccia di sangue sul pavimento?
Oggi non sono in vena!


Un marinaio spiega le vele al vento, ma il vento non le capisce.


Una volta una ragazza mi ha invitato in casa perché non c'era nessuno.
Nemmeno lei.


Che disdetta, esclamò l'inquilino sfrattato.


Sai perché Massimo arriva sempre tardi agli appuntamenti?
Perché quando ci si organizza si dice sempre:
"Ci vediamo alle otto, massimo alle otto e un quarto".


Sai perché l'uovo quando cade si rompe?
Perché è fatta con il culo!


Sapete qual è la differenza tra un Boy Scout e un Ebreo?
Il Boy Scout torna a casa dal campo.


Cosa ci fa un gallo in chiesa?
Il Chichirichetto!


Un daino dice ad un altro daino:
"Giochiamo a Nascondaino?"
"Dai no!"


3 Verticale:
"Stende il bucato"
Overdose!


Sapete cosa fa un prete che si butta dal tetto?
Fa bene!